Il centro di Roma offre delle stupefacenti cornici architettoniche e uno dei luoghi più suggestivi è, sicuramente, Piazza Navona; in questa piazza, tra le più famose d’Italia, potrete respirare un’atmosfera che non troverete da nessun altra parte.

Ricca di locali e e trattorie dalla cucina prettamente romana, i ristoranti a Piazza Navona sono diventati un punto fondamentale della ristorazione romana, visto il gran numero di turisti che ogni giorno invade la splendida piazza; si trovano ristoranti economici o più costosi a seconda dei casi, ristoranti non solo italiani, come giapponesi, cinesi, spagnoli ecc.

La tradizione culinaria romana si è tramandata da generazione a generazione, tant'è che Roma risulta ricca di ristoranti prettamente romani, così come i ristoranti a Piazza Navona. Ne abbiamo selezionati alcuni solo per voi situati proprio in piazza o nei dintorni tra gli splendidi vicoletti del centro storico. 

I Tre scalini (recensito anche da Tripadvisor)

Il suo nome e la sua immagine sono sinonimo di prestigio e meta privilegiata turistica. Particolarità del ristorante sono il gelato artigianale e i cocktail.

Ristoranti a Piazza Navona: Terra di Siena

Questo ristorante si trova a Roma, nei pressi di Piazza Navona. Terra di Siena offre le specialità culinarie della Toscana, dalle carni sontuose ai vini pregiati.

La Rosetta (tipico locale romano)

Il Ristorante la Rosetta, ovvero la passione per la cucina marinara e la convivialità, è il primo ristorante di solo pesce a Roma dal 1966, giudizio confermato dagli alti punteggi delle prestigiose guide e dai numerosissimi articoli usciti su giornali e riviste, in Italia e in tutto il mondo. Il ristorante si trova in via della Rosetta, vicino Piazza Navona.

Papà Giovanni (ristorante pizzeria)

Papà Giovanni è un ristorante enoteca nel centro storico di Roma tra il Pantheon e Piazza Navona. Con esperienza centenaria seleziona per voi i migliori vini e le specialità al tartufo.

Il ristorante, il più piccolo di Roma, è gestito dalla famiglia Sentuti dal 1934 e papà Giovanni era un carrettiere che trasportava il vino dei Castelli ai ristoranti romani fino a mettere su il proprio. Un ristorante della tipica cucina romana che si trova in Via dei Sediari nel cuore della Vecchia Roma tra Piazza Navona, appunto, Pantheon e Campo de’ Fiori. L’attuale cantina, scavata nel tufo, custodisce vini pregiati provenienti da tutte le migliori case vinicole d’Italia e del mondo.

Osteria dell’Antiquario (presente anche su Groupon)

L’Osteria dell’Antiquario nasce come un’osteria romana e nei suoi trenta anni di storia si è evoluta ed innovata totalmente. 

Da Ottavio

Il Ristorante Da Ottavio si trova in zona Centro a Roma nei pressi di Piazza Navona. Accanto alla tradizionale cucina romana vengono proposte di continuo delle pietanza dal gusto internazionale.

Ristoranti a Piazza Navona: Caffè Ristorante Bernini

Un elegante bar, un ristorante e un locale in cui è possibile bere qualcosa dopo cena, tutto in uno. Il Bernini non è il classico posto turistico, ma è in grado di soddisfare tutti i clienti nelle varie ore del giorno, infatti è aperto dalla mattina per le ricche colazioni, fino a tarda sera. Per pranzi e cene il menu prevede piatti a base di ingredienti di stagione rivisitati dallo chef, dispone inoltre di un’ottima cantina dei vini che si trova al piano inferiore, spesso location per eventi di degustazione.

Vivi Bistrot (all’interno di un palazzo storico)

ristoranti a piazza navona

Piccola oasi di pace situata nell’atrio di Palazzo Braschi, con affaccio diretto su Piazza Navona. Il locale è ideale per fare una gustosa e sana sosta, tra la visita di una mostra e una passeggiata tra i vicoli del centro. I cibi trattati sono biologici e utilizzati per creare ottimi piatti sfiziosi e originali. Da non perdere il brunch proposto la domenica e il famoso Tea Time del pomeriggio.

Casa Coppelle (cucina italo francese in una location elegante)

Per una serata speciale, in una location elegante e curata nei minimi dettagli, vi consigliamo questo bel ristorante che si trova in Via delle Coppelle, una traversa di Piazza Navona. Il menu è un tripudio di sapori e accostamenti particolari, che derivano dalla fusione della tradizione italiana con quella francese, eccellente carta dei vini e possibilità di cenare accompagnati dalla musica jazz dal vivo nella serata del giovedì.

Ristoranti a Piazza Navona: Tucci

Il ristorante si trova proprio difronte alla Fontana dei Quattro Fiumi, i tavoli all’aperto nella bella stagione consentono ai clienti di mangiare nel cuore della piazza. Il menu proposto è incentrato sui piatti classici della tradizione romana e sul pesce fresco.

Est – Artigiani del Gusto

In uno dei vicoletti adiacenti la piazza, si trova questo storico ristorante di Piazza Navona dove i clienti vengono coccolati e deliziati a tutte le ore del giorno. Al mattino si servono ottime colazioni (italiana o internazionale a seconda dei gusti), con lievitati e torte appena sfornati e una selezione di latti e caffè. A pranzo è possibile scegliere tra l’offerta del buffet (con piatti leggeri e che seguono la stagionalità) oppure il menu alla carta come per la cena. 

Come riconoscere un autentico ristorante di cucina romana

Il sogno di qualsiasi turista in visita in Italia è quello di poter degustare l’autentica cucina italiana e chi visita Roma, in particolare, è invogliato dalle guide turistiche a provare la vera cucina romana. Ma come si distingue una vera trattoria romana da quelle “turistiche” fatte più per soddisfare i luoghi comuni e le curiosità dei turisti piuttosto che fornire un’esperienza oggettiva di buona gastronomia locale? Tra il serio e il faceto, si può quasi stilare un elenco degli “stratagemmi” messi in atto dai ristoratori per esagerare l’atmosfera da trattoria trasteverina costruita dall’immaginario comune. Tuttavia, alcuni di queste esagerazioni di stile nascondono delle vere e proprie pecche di gusto e qualità – al limite del truffaldino – e a scapito delle tasche dei turisti, soprattutto stranieri.

Una trattoria turistica che vuole riprodurre lo stile tipico e pittoresco romano è probabilmente anche di scarsa qualità e solitamente la si riconosce per elementi di “atmosfera” e di richiamo che colpiscono l’immaginario risalente agli anni ’60: tovaglie a quadri bianchi e rossi, un cameriere all’esterno che invita tutti a entrare, il menù è recitato a voce o presentato su fogli sporchi, plastificati o unti con pietanze che non sono mai disponibili perché solitamente il menù è fisso o è del giorno, ha l’apparenza di un locale piccolo e familiare, ma all’interno vi sono primi piani e sale sotterranee con un numero eccessivo di coperti, e questo penalizza il servizio e i tempi di attesa, il conto non è trasparente e viene servito su un pezzo di carta o scritto sul copri-tovaglia di carta, le pareti sono decorate con le foto di Alberto Sordi nel film “Un americano a Roma” o foto che ritraggono gli anni della “Dolce vita”, i menù o i cartelli esposti all’esterno sono scritti solo in inglese per attirare i turisti, i prezzi sono troppo bassi e le pietanze risultano particolarmente salate al gusto o cariche di sapori, il menù non si adegua alla stagionalità dei prodotti con l’implicita deduzione che si ricorre all’uso di prodotti congelati a grande discapito della qualità del cibo.

Le trattorie romanesche autentiche sono prevalentemente a conduzione familiare e di piccole dimensioni, gli interni sono sobri, quasi essenziali senza ricorso a decorazioni eccessive o caricaturali della Roma che fu. Il menù è chiaro, segue la stagionalità dei prodotti, per cui oltre ai classici della tradizione gastronomica italiana e romana, vi si trovano anche autentici piatti romaneschi. I prezzi sono onesti rispetto al piatto preparato. I tempi di cottura e di conseguenza il servizio sono “reali” e non forzati, non vi sono cibi pre-cotti o congelati o surgelati, l’atmosfera è rilassata e senza fretta come nelle trattorie di una volta.

È vero che l’abito non fa il monaco, e quindi anche un’osteria dall’apparenza autentica può nascondere una scarsa offerta gastronomica, mentre una dall’aria turistica può, in realtà, essere molto buona e apprezzabile. Quindi, ciò che conta è essere informati e conoscere davvero qual è la tipica cucina romana per non lasciarsi trarre in inganno.

Origini della cucina tipica romanesca

La gastronomia romanesca ha forti radici nella tradizione popolana, una cucina fatta di ricette povere, di prodotti agresti e di recupero sapientemente rielaborati con genuinità e semplicità uniche. Roma è da sempre crocevia di popoli e culture e fin dall’antichità contaminazioni etrusche, greche, arabe e giudaiche hanno arricchito il sapore delle tavole romane in un sapiente miscuglio che oggi si può definire essere la cucina tipica “romanesca” e non semplicemente “romana”. Gli elementi che caratterizzano la tradizione culinaria romanesca sono:

  • I prodotti dell’orto: erbe, verdure, ortaggi del territorio come carciofi, cavoli, vieta, asparagi e cicoria sono dei capisaldi che ritroviamo fin nei manuali di Plinio, Marziale, Giovenale e del cuoco dei patrizi romani, Apicio (il De Re Coquinaria). 
  • L’Agro Romano: terra di pastori e allevatori in particolare di pecore e maiali da cui derivano prodotti tipici come i formaggi (pecorino romano) e i diversi modi di preparare l’abbacchio, l’agnello da latte, da secoli principe dei secondi piatti romani seguito dal maiale e dai suoi molteplici utilizzi;
  • Le influenze esterne e la cucina giudaico-romanesca: la comunità ebraica a Roma è stanziale dal II sec. a.C. e da sempre ha contaminato la cucina romana arricchendola di gusto con l’introduzione delle spezie e di metodi di cottura diversi come i noti carciofi alla giudia;
  • Il quinto quarto: con questa espressione si intendono le frattaglie. Il quinto quarto è tutto ciò che avanza dell’animale macellato dopo il taglio dei due quarti anteriori e dei due quarti posteriori che sono i tagli più “nobili”. Il quinto quarto, dunque, escluse la pelle e le parti cornee sono le interiora, la coda, la testa, le zampe, tutte quelle frattaglie che i macellai non buttavano via ma conservavano per sé, per i propri dipendenti o per i ristoranti e da cui nascono la gran parte delle ricette romanesche: coda alla vaccinara, trippa, fegato alla romana, coratella, animelle fritte.
  • Contaminazioni regionali: dopo l’Unità d’Italia, Roma divenuta capitale del Regno registrò un incremento urbano e il grande sviluppo attirava operai provenienti da tutte le regioni, soprattutto quelle limitrofe di Umbria e Abruzzo che “contaminarono” generosamente la cucina locale introducendo materie prime diverse e piatti unici come la gricia e l’amatriciana.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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